
Echi di guerra nelle canzoni delle Alpi Occidentali fra Provenza, Piemonte, Liguria e Nizza
Il concerto programmato ai Chiostri della Biblioteca Classense, a seguito delle avverse condizioni meteorologiche, avrà luogo al Teatro Rasi (via di Roma 39) alle ore 21.30
La Grande Guerra e l’anno “che ha cambiato il mondo”, il 1914 appunto, sono il tema centrale della 25^ edizione di Ravenna Festival. Un tema declinato in alcune fra le sue molteplici sfaccettature con un percorso che, dopo diverse tappe (concerti, installazioni, conversazioni e produzioni teatrali), si concluderà con il ‘Requiem per le vittime di tutte le guerre’ al Sacrario Militare di Redipuglia, nuova tappa de Le vie dell’Amicizia del Festival. Domenica 15 giugno, al Teatro Rasi (ore 21.30), il Corou de Berra - ensemble corale nato nel 1986 a Berre-les-Alpes, piccolo centro delle Alpi Marittime sulla strada che da Nizza porta in Italia - presenta un programma di canti dal titolo ‘La guerra di Piero’ che mette in evidenza gli echi di guerra nelle canzoni delle Alpi Occidentali fra Provenza, Piemonte, Liguria e Nizza’. Nel programma preparato per Ravenna Festival la guerra riecheggerà infatti in vario modo: dalla Guerra di Piero di De Andrè a una Bella Ciao in occitano, con parole del poeta Alain Pelhon; dall’adattamento che i partigiani della Val Roya fecero di Addio Lugano bella di Pietro Gori, a Non non plus de combats, canzone dei poilu, come venivano chiamati i soldati francesi della Prima guerra mondiale. La lingua nizzarda risuonerà insieme al provenzale di Frédéric Mistral, la cui poesia fu un punto di riferimento anche per il romagnolo Aldo Spallicci.
Ensemble a ‘geometria variabile’ (da quattro a nove elementi, a seconda degli spettacoli) il Corou de Berra si presenta a Ravenna con la formazione in quintetto: Michel Bianco (fondatore e direttore), Massimo Rosadi, Françoise Marchetti, Claudia Musso, Joris Barcaroli. In un’attività quasi trentennale ha affiancato al multilinguismo proprio dei territori di confine l’acquisizione di un particolare stile vocale, debitore alle musiche tradizionali delle Alpi Meridionali. Una zona che costituisce il punto, anzi addirittura un crogiolo nel quale si fondono le culture della Provenza, del Piemonte, della Liguria e della regione Nizzarda. Gli scambi permanenti tra queste forti identità hanno dato origine a un insieme culturale ricco di numerose caratteristiche proprie, tale il canto corale che ha sviluppato un’originale polifonia tradizionale. Così l’ensemble diretto da Michel Bianco assicura a questa specifica espressione regionale un presente vivo e dinamico ed è diventato la referenza dei cori polifonici alpini. Il suo repertorio è in perpetua evoluzione, come vuol essere una tradizione viva. Si va dal canto tradizionale nella sua più pura espressione alle creazioni contemporanee più inaspettate. Musica mai statica, interpretata con tutta la vivacità necessaria, da cantanti che conoscono appieno la propria cultura e la propria arte.
Info e prevendite: 0544 249244
Biglietti: 20 euro (ridotti 18) / “I giovani al festival”: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni, 50% tariffe ridotte
SCHEDA SPETTACOLO